Berecche e La Guerra

di Luigi Pirandello
Adattamento teatrale di Enzo Rapisarda e Rita Vivaldi
Regia di Enzo Rapisarda

Personaggi e interpreti



PROF. BERECCHE

ENZO RAPISARDA

 

OSTESSA

RITA VIVALDI                                         

 

FONGI

ALBERTO LATTA

 

FAUSTINO

MARCO VALLARINO

 

GINO

RICCARDO BERTI

 

CARLOTTA

ANNA RAPISARDA

 

LA SIG.RA BERECCHE

RITA VIVALDI

 

UFFICIALE

DOMENICO VERALDI

 

TENORE

MORENO PASQUALIN

 

LA SORELLA DEL PRETE

ENZA PLATANIA

 

PRIMO SOLDATO

PIETRO BENI



Staff 



Scenografie e costumi:
Laboratorio N.C.T.


Acconciature:
Moreno Pasqualin


Direttore Luci e Suono:

Khristopher Ramos Villegas


Fotografia di scena:
Michele Albrigo


Regia:
Enzo Rapisarda


Produzione e messa in scena:
Nuova Compagnia Teatrale

Il settore Teatro-Scuola della Nuova Compagnia Teatrale dal 1990 è impegnato nell’importante percorso culturale degli allestimenti teatrali per gli studenti attraverso opere di elevato spirito educativo e attraverso dibattiti con studenti e docenti, con l’obiettivo comune di riflessione su tempi di grande attualità.

 

Per l’anno scolastico 2014-2015 in seno alle molteplici iniziative per commemorare il centenario dell’adesione dell’Italia al Primo Conflitto Mondiale, la Nuova Compagnia Teatrale di Enzo Rapisarda presenta la nuova produzione dal titolo “Berecche e la Guerra” di Luigi Pirandello. Si tratta della versione teatrale di una novella del drammaturgo premio Nobel, che analizza con grande profondità i sentimenti contrastanti del protagonista Federico Berecche travolto dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

 

 Pirandello descrive in maniera precisa con una puntuale ricostruzione storica, tra il serio e il faceto col suo consueto umorismo velato di pessimismo, la crisi delle coscienze di quanti, come egli stesso, si erano nutriti della cultura germanica facendone un elemento essenziale della loro formazione. Nella novella è rivissuto il dramma di coloro che, come il protagonista, un professore educato alla tedesca nello studio delle discipline storiche e filologiche, erano portati a identificare nella Germania quasi una sorta di patria ideale e che improvvisamente si trovarono “come sperduti e costretti dalla forza stessa degli eventi a riaccogliere in sé la vera patria” ovvero l’Italia di cui anche lo scrittore dichiarava di condividere le sorti.

 

Pirandello denuncia con forza la tragicità immensa della guerra che colpisce nell’intimo ogni essere scatenando passioni del tutto irrazionali e sentimenti spesso contrastanti con l’essenza della natura umana. Egli ne era stato coinvolto direttamente quando i figli Stefano e Fausto vennero inviati al fronte e il primo cadde prigioniero degli austriaci nel lager di Mauthausen, che nel secondo conflitto mondiale raggiungerà la sua fama per l’orrore dello sterminio della razza ebraica.

 

La formazione giovanile e la tradizione familiare garibaldina e fortemente patriottica da una parte e la presa di coscienza che “non una grande guerra è alle porte ma una guerra atrocissima…una guerra di mercato” traccia nel personaggio di Berecche, simpatica e dolente figura autobiografica, una profonda meditazione sulla totale irrazionalità di un evento la cui negatività appare in tutta evidenza a chi, come Pirandello, non è vittima di quella grande illusione generata da un fanatismo che spinge assurdamente gli uomini a combattere fra loro. L’adattamento teatrale de “Berecche e la Guerra” viene arricchito attraverso l’inserimento di preziose testimonianze di un evento unico nella Storia: la tregua nelle trincee nella notte di Natale 1914. Si trattò di una eccezionale circostanza dettata dalla spontaneità di un sentimento di fratellanza universale, più forte persino del rombo dei cannoni. Si vuole in tal modo sottolineare una volta di più la necessità di lasciar spazio ai sentimenti e ai valori di fratellanza e di solidarietà che devono prevalere sulle ragioni dettate spesso da un cieco fanatismo. Oggi, di tale necessità l’Umanità ha bisogno più che mai.

 

Potete trovare informazioni anche sul sito della F.I.T.A. Veneto - Federazione Italiana Teatro Amatori.

 

 

 NUOVA COMPAGNIA TEATRALE di Enzo Rapisarda