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UNO, NESSUNO
E CENTOMILA
dal romanzo di Luigi Pirandello

Adattamento teatrale in due atti e regia
di Enzo Rapisarda

Personaggi e interpreti:

VITANGELO MOSCARDA:

Enzo Rapisarda

UMBERTO GALEOTTI:

Alberto Latta

Domenico Veraldi

Marco Vallarino

DIDA:

Rita Vivaldi

 

ANNA ROSA:

Anna Rapisarda

 

AVV. FIRBO:

Domenico Veraldi

Mario Cuccaro

Staff 

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Foto di scena
Michele Albrigo

Musiche

M. Sebastio


Scenografia e costumi:
Laboratorio N.C.T.

Direzione luci e suono:

Khristopher Ramos Villegas

Consulenza musicale:

Rita Vivaldi


Regia:
Enzo Rapisarda


Produzione e messa in scena:
Nuova Compagnia Teatrale

Nel centenario della pubblicazione, la Compagnia Teatrale Rapisarda porta in scena la versione teatrale del romanzo capolavoro di Luigi Pirandello “Uno, nessuno e centomila“, suo testamento letterario e filosofico. L’opera si può definire una “summa“ dell’intera poetica pirandelliana: la crisi dell’identità, la moltiplicazione delle maschere, la distruzione delle certezze; tematiche che la rendono più attuale che mai.
Il protagonista Vitangelo Moscarda, chiamato Gengè dalla moglie Dida, vive in una illusoria tranquillità borghese, vivendo agiatamente con la ricchezza ereditata dal padre. Un giorno mentre si sta guardando casualmente allo specchio, un’osservazione fatta dalla moglie sul suo naso pendente da un lato, gli fa crollare ogni certezza: l’immagine che ha di sé (Uno) non corrisponde alle immagini che gli altri hanno di lui (Centomila). Determinato a distruggere tutte le maschere che la società gli impone e cercando di annientare l’estraneo che vive in lui, Moscarda compie una serie di azioni considerate folli dalla società: chiude le miniere di proprietà, esegue delle donazioni azzardate ai dipendenti disperdendo il patrimonio; scelte che lo porteranno all’isolamento. egli decide allora di rinunciare a ogni forma sociale, persino al suo nome, dissolvendosi e abbandonandosi allo scorrere della vita nella natura, diventando Nessuno. La versione teatrale prevede la divisione del palcoscenico in due mondi: il presente, in cui il protagonista narra la sua storia ad un ignaro signore incontrato per caso sulla panchina di un parco, e il passato dove i personaggi della vicenda animano i racconti di Vitangelo. un’opera ricca di emozioni e di introspezione psicologica, avvincente e coinvolgente, capace di appassionare ogni spettatore.

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